BREVE STORIA DELLE AREE OCCITANE
Tutta la zona occitana ha goduto di una relativa autonomia, che ha significato prosperità economica, per tutto il Medio-Evo fino alla nascita degli stati nazionali. Un’autonomia relativa poiché i signorotti locali dovevano sempre rispondere del proprio operato ai più potenti stati del nord della Francia, spagnoli e italiani, compreso lo Stato Pontificio. Un’autonomia spesso annullata da repressioni di massa e dalle crociate comandate per motivi politico-religiosi.
La cultura tollerante dell’area occitana, la gioia di vivere e il ”paratge“ concepiti dai trovatori, cioè l’egualitarismo tra le persone, posero le basi per l’affermarsi di nuove concezioni religiose sempre più distanti dalla corrotta chiesa ufficiale, sfociate nelle eresie. I Catari o Albigesi, della Linguadoca, nel 1200 costituirono il movimento eretico più noto, perseguitato fino all’annientamento della Chiesa Cattolica tramite il potere politico e militare di Parigi. Anche nelle altre terre d’Occitania, comprese le Valli italiane, si diffusero movimenti eretici a cui seguirono repressioni e stermini di massa ordinati dalla chiesa romana. I Catari, ritenendo che in ogni corpo vi fosse un’anima, erano vegetariani e non violenti. Non fu difficile per i Crociati sconfiggere il debole esercito che i Catari riuscirono a formare unendo le forze del Re d’Aragona e del Conte di Tolosa, ed espugnare in assedio Béziers, Carcassonne, Tolosa, Avignon e Montségur, sterminando e bruciando sul rogo migliaia di persone.
Stessa sorte subirono i poeti trovatori, il cui movimento venne definitivamente stroncato, poiché ritenuti una sorta di giornalisti scomodi dell’epoca.
Stermini e persecuzioni contro i movimenti protestanti che si svilupparono costantemente nelle terre occitane proseguirono fino al ‘700, come la nota persecuzione dei Valdesi.
















