Valle Maira

La Valle Maira

La Valle Maira, una delle Valli Occitane Provenzali d’Italia, è situata nel cuore delle Alpi Cozie Meridionali. Un territorio pittoresco ed incontaminato che sorprende il turista per le sue straordinarie bellezze paesaggistiche.

L’alta primavera, l’autunno e soprattutto la stagione estiva offrono una quantità straordinaria di escursioni, in bassa, media ed alta valle. Svariati itinerari, sentieri per trekking e percorsi impegnativi; praticabili anche a cavallo ed in mountain bike; itinerari escursionistici, segnati sul territorio e dotati di posti tappa attrezzati, estremamente diversificati sotto il profilo ambientale e di percorrenza: da 30 minuti sino a 10 giorni di cammino. Il tutto nel contesto di una natura incontaminata, ricca di storia e di cultura.

La stagione invernale e la bassa primavera offrono fantastiche possibilità per chi pratica l’escursionismo con sci e racchette da neve, lo sci alpino e lo sci di fondo. Tali discipline trovano innumerevoli percorsi ed ampi spazi sui tracciati della valle di ineguagliabile bellezza.

Alla scoperta di natura, arte, cultura e tradizioni di una delle Valli alpine più belle e incontaminate d’Europa, regina indiscussa dell’escursionismo.
Ambienti naturali estremamente diversificati: erosioni d’epoca glaciale con i caratteristici “Ciciu del Villar”, verdi boschi nel cuore della Valle, ampie praterie in alta quota. Una vegetazione particolare con piante erbacee rare e numerosi endemismi.
Rete di sentieri autoguidati con testimonianze di architettura rurale alpina e monumenti religiosi di grande valore storico con affreschi di epoca medievale.
Occitania

L’Occitania

E’ la civiltà della lingua d’OC, mai costituita come stato unitario, nata intorno all’anno 1000 d.C., la prima civiltà importante sorta dopo la caduta dell’Impero Romano.

L’Occitania si estende dai Pirenei alle Alpi, dal Mediterraneo all’Atlantico, comprendendo tutto il centro-sud della Francia (Provenza, Delfinato, Alvernia, Limosino, Aquitania, Linguadoca e Guascogna), la Val d’Aran in Spagna e sedici valli in Italia, nelle province di Cuneo e Torino, oltre una piccolissima parte della provincia di Imperia. A seguito di una antica emigrazione è occitana anche Guardia Piemontese, un piccolo paese della Calabria.

L’intera zona occitana ha goduto per tutto il Medio-Evo di una relativa autonomia - i signorotti locali dovevano sempre rispondere del proprio operato ai più potenti Stati cattolici – spesso annullata da repressioni di massa e dalle crociate comandate per motivi politico-religiosi.

La cultura tollerante dell’area occitana, la gioia di vivere e il ”paratge“ concepiti dai trovatori posero le basi per l’affermarsi di nuove concezioni religiose sempre più distanti dalla corrotta chiesa ufficiale, sfociate nelle eresie. I Catari o Albigesi della Linguadoca, vegetariani e non violenti, nel 1200 costituirono il movimento eretico più noto, perseguitato fino all’annientamento dalla Chiesa Cattolica tramite il potere politico e militare di Parigi: non furono sterminate e bruciate sul rogo migliaia di persone.
Tradizioni

Le Tradizioni

LINGUA E LETTERATURA OCCITANA E PROVENZALE
Dante Alighieri nella Divina Commedia inserì frasi in tre lingue: la lingua del sì – l’italiano, la lingua d’oil – il francese, e la lingua d’oc – l’occitano.

”La lingua d’oc è la prima lingua romanza per la quale sono state allestite grammatiche: si pensi che mentre per avere delle grammatiche dell’italiano e del francese bisogna arrivare all’età moderna, al Cinque-Seicento, già nella prima metà del Duecento circolavano delle grammatiche nella lingua d’oc perché gli stranieri volevano impararla, per poter comprendere la lirica trobadorica o per poterla produrre in proprio.“ (da ”Occitania, un’idea senza confini“ di E. Lantelme, A. Gebba e G. Galli).

Grazie ad autonomia politica e prosperità economica, nelle corti feudali del sud della Francia, a partire dall’anno 1000 circa, si sviluppa la tradizione trobadorica, in lingua d’oc, fiorita per circa due secoli fino alle crociate contro i Catari. I trovatori, poeti occitani, cantavano il ”fin‘amor“, l’amore raffinato e perfetto e scrivevano ”tenzoni“, dialoghi e dibattiti, a tema giocoso o erotico.

La lingua occitana, nelle sue varianti locali, è parlata oggigiorno, nel territorio italiano, soprattutto nelle vallate cuneesi, anche se è sempre meno diffusa perché sostituita dalle lingue ufficiali. La vitalità della lingua è testimonianza dal Premio Nobel per la letteratura assegnato nel 1904 a Frédéric Mistral, poeta provenzale di fama mondiale.

© 2015 ALPES d’OC di ALE’ di Bianco Consolata & C. | Frazione Morinesio - 12020, Stroppo (CN) | P.Iva 02553610045 | N° REA CN-214979 | Tel. +39 011 601623 | morinesio@alpesdoc.it | Privacy Policy

by SINFOTEC